Conversazione dal vivo: "Be', insomma, dicevo sul serio a proposito dell'accappatoio. Penso proprio di aver bisogno di un accappatoio", dice l'architetto, "e di ciabatte. Proprio ciabatte da portare in casa". Risponde il funzionario della galleria: "Mah, non saprei dove trovarne di buoni nei dintorni, e un accappatoio non è una cosa da comprare così e basta. Bisogna essere sicuri che vada bene e che sia comodo". Poi l'accappatoio è stato trovato e si tratta di uno solo dei numerosi nuovi rapporti sociali innescati dalla performance architettonica dell'architetto Jimenez Lai / Bureau Spectacular alla London Architecture Foundation (LAF), che mescola arte e vita reale.
La mostra consisteva in tre superallestimenti: "Troppo piccoli per essere edifici, troppo grandi per essere dei divani". Ognuno era pensato per l'interazione con i visitatori della galleria e presentava una serie di spazi abitabili multicolori, organizzati in un caleidoscopio di pelliccia, moquette e carta da parati. Ma non si trattava della solita installazione d'architettura. Per due settimane, durante il London Festival of Architecture, Lai ha stabilito la sua residenza nelle tre piccole strutture nella sede della LAF, sotto il Ponte di Londra. Nel corso del suo soggiorno nella galleria d'arte ha tracciato sulle pareti disegni che facevano parte della performance, offrendo ai visitatori qualcosa da osservare e alla mostra un elemento di coinvolgimento totale e di continuità d'azione.


L'esperimento metteva alla prova i concetti convenzionali di come riuscire, o di come non riuscire, a far interagire gli utenti con lo spazio nel modo che preferiscono.






La collezione Pipe, tra essenzialità e carattere
Progettata da Busetti Garuti Redaelli per Atmosphera, la collezione Pipe introduce quest’anno il divano a tre posti.