Domus porta Ma Yansong al Politecnico di Milano
Cosa accade quando l’architettura non è più architettura? Durante la Milano Design Week, il guest editor di Domus rifletterà sul futuro di una disciplina che ha ormai superato i propri confini.
Cosa accade quando l’architettura non è più architettura? Durante la Milano Design Week, il guest editor di Domus rifletterà sul futuro di una disciplina che ha ormai superato i propri confini.
Alla Fundació Joan Miró di Barcellona, il nuovo allestimento “Circles” riattiva il dialogo originario tra architettura e opera: lo spazio progettato da Sert diventa la chiave per leggere il processo creativo dell’artista.
Prima dei capolavori della maturità, una mostra alla galleria L’Era riporta alla luce tre case veneziane – tra anni ’40 e primi ’50 – che raccontano lo Scarpa dell’abitare, tra dettagli, arredi e relazioni con la laguna.
Attraverso una serie di “innesti” diffusi che reinterpretano la memoria storica del comparto, lo studio recupera i materiali originali dell'area e ne predispone la futura riciclabilità.
Puoi farlo attraverso la funzione di Domus dove caricare i tuoi progetti di architettura, design, interior, grafica, illustrazione, fotografia e arte.
Design e tendenze per vivere gli spazi all'aperto
Sospesa tra un presente sempre più omologato e un passato mitizzato, la capitale tedesca attraversa una profonda crisi d’identità. Il suo futuro potrebbe decidersi sulle rovine del SEZ, dove si affrontano due visioni opposte di sviluppo urbano.
Nell’Amazzonia peruviana, Espacio Común ha realizzato durante la piena del fiume Itaya un palcoscenico per un festival di giovani cineasti locali. Oggi è diventato un’infrastruttura permanente.
In occasione della 61ª Biennale Arte di Venezia, il Negozio Olivetti di Piazza San Marco accoglie le opere fantastiche e surreali di Leandro Erlich: un progetto espositivo di cui sentiremo parlare parecchio.
A Shenzhen, il Róng Museum Of Art firmato da Büro Ole Scheeren conferma che nella megalopoli cinese quello che luccica non è più soltanto la tecnologia.
Se Grey’s Anatomy ha trasformato l’ospedale in un melodramma, Scrubs ha sempre scelto l’ironia. In attesa del suo ritorno, Roger Fires racconta in anteprima come ha ricreato le iconiche ambientazioni della serie.
A Venezia, la mostra di Paulo Nazareth interviene nello spazio progettato da Ando trasformandolo da contenitore neutro a dispositivo attraversato da storia, corpi e rotte commerciali, riattivando la memoria della Dogana.
I sound system entrano in musei, boutique e perfino chiese brutaliste, trasformando l’ascolto da sfondo a spazio. Abbiamo cercato di capire cosa significhi davvero questo cambiamento.
Chi stava lavorando con Sora si è trovato da un giorno all’altro senza strumento. Un episodio che rivela una condizione sempre più diffusa: la precarietà dei software creativi nell’era dell’intelligenza artificiale.
Sulla Karl-Marx-Allee di Berlino Est, un ex grande magazzino per bambini, progettato da Hermann Henselmann, rinasce con una nuova funzione grazie al progetto di Gonzalez Haase Aas.
Dalla canzone di Gino Paoli agli affreschi di Mantegna, Correggio e Tiepolo, fino a James Turrell: come una stanza diventa cielo, e lo spazio esiste solo nello sguardo di chi lo abita.
Dal set blindato dei network alla costruzione algoritmica di sé, la parabola dei teen idol racconta come il confine tra adolescenza e maturità sia diventato sempre più instabile.
Con Street Bed Unit, Lorenzo Damiani trasforma l’idea di ospitalità in una microarchitettura essenziale e trasportabile, pensata per offrire riparo e dignità alle persone senza dimora. Ma può il design rispondere davvero a un’emergenza sociale?
Una retrospettiva in 8 atti ad Art Basel Hong Kong racconta un decennio di ibridazioni tra architettura e moda, dalla celebre Fondation a borse-icona come la Twisted box: una riflessione su brand, tempo e forma che va oltre il prodotto.
All’HangarBicocca di Milano, le mostre di Benni Bosetto e Rirkrit Tiravanija trasformano lo spazio domestico in un dispositivo narrativo e relazionale, tra corpo, architettura e partecipazione.
Balmuda presenta The Clock, una sveglia senza schermo né lancette che comunica l'ora attraverso luce e paesaggi sonori. Un oggetto talmente riuscito da aver ispirato una fake news.
A Troncones, una caffetteria diffusa usa materiali naturali, ventilazione passiva e spazi permeabili per trasformare il rito del caffè in un’esperienza lenta.
Salvata dalla demolizione nel 1972 e ricostruita all’Art Institute of Chicago, la trading room del Chicago Stock Exchange di Louis Sullivan, uno degli interni più celebri della storia americana, è di nuovo a rischio.
Dal caso Bouvier-Rybolovlev ai film più recenti, il cinema insiste su un sistema in cui il valore non è intrinseco ma negoziato. Ecco come galleristi, artisti e collezionisti sono diventati i cattivi preferiti del cinema.
Il progetto di questo bar, a cura dello studio Miyao, nasce a partire dal dialogo con l’edificio che lo ospita, uno dei più significativi esempi di architettura liberty della città.
Nel quartiere di Lapa, Ala.rquitectos trasforma un edificio esistente in dieci piccoli appartamenti, affidando ai materiali la voce del progetto: elementi originali recuperati e nuove superfici che dialogano con la tradizione portoghese.
Con la scomparsa a 86 anni dell’imprenditore che aveva guidato Brionvega negli anni del mito, si chiude una stagione che ha attraversato tutti i significati del design italiano, dalla scala dell’oggetto a quella urbana, passando per architetture di James Stirling e Carlo Scarpa.
Tra gallerie sperimentali e oggetti radicali, Collectible Bruxelles mostra un design da collezione ancora sfuggente, dove i confini tra arte, artigianato e ricerca si fanno sempre più mobili e indefinibili.
Con la Stromberger Residence di Pasadena, Henry Eggers portava note moderniste nel linguaggio ranch, unite al giardino di un maestro come Garrett Eckbo, tra piscine poligonali e viste delle montagne del Pacifico.
Alla Triennale Milano, la mostra “Lella and Massimo Vignelli. A language of clarity” ricostruisce una “biografia per progetti” che va oltre lo stile: dai sistemi visivi per aziende e istituzioni alle griglie che oggi strutturano interfacce e informazioni, il loro metodo continua a organizzare il nostro modo di leggere il mondo.
Al Noguchi Museum di New York, una grande mostra ricostruisce il rapporto complesso tra lo scultore nippo-americano e la città, tra opere iconiche, progetti mai realizzati e visioni urbane rimaste in sospeso.
Nel Variety Arts Theater di Downtown Los Angeles una rassegna ha riattivato temporaneamente uno spazio che ha attraversato vaudeville, cinema e cultura civica, ospitando per la prima volta negli Stati Uniti le opere video della Julia Stoschek Foundation.
Catene, charms e quasi novanta euro di prezzo: i Diesel 60458 Wired Earbuds sembrano più un gioiello punk che un gadget audio. Una provocazione estetica o siamo davvero alla fine del tech invisibile?.
Senza omologazioni, senza ingegneria, senza mercato: nel laboratorio di Gran Turismo il design automobilistico diventa pura costruzione di immaginario.