Marzo 2025: 10 mostre da vedere presto perché stanno per chiudere

Domus ha selezionato dieci mostre da vedere a marzo in tutta Europa prima che chiudano, tra performance, architettura e arte contemporanea.

Marzo segna l’arrivo della primavera, e nelle istituzioni culturali di tutta Europa ci si prepara all’arrivo di una nuova stagione, con le mostre del periodo invernale che si avviano verso la chiusura. Domus vi suggerisce le mostre imperdibili da visitare nelle prossime settimane, da Milano a Copenaghen, passando per Londra, Parigi e Francoforte: arte, architettura e performance per accontentare davvero tutti.

Yoko Ono, FLY, 1970/71, directed by Yoko Ono & John Lennon, score and concept by Yoko Ono, soundtrack by Yoko Ono & John Lennon, film, 16mm, colour and sound (mono), 25min, © Yoko Ono

Dalla imperdibile due giorni di arte performativa che ridefinisce gli spazi della Schirn Kunsthalle di Francoforte, all’architettura che incontra la biologia al Louisiana Museum. E poi, la carriera di Yoko Ono a Düsseldorf, la dissidenza politica delle Pussy Riot alla Haus der Kunst di Monaco e l’umorismo come veicolo di messaggi più profondi delle opere Cosima von Bonin nel nuovo spazio di Ordet a Milano. Ecco dieci mostre da segnare in agenda per un viaggio nella contemporaneità, tra estetica, attivismo e sperimentazione, prima che le loro porte si chiudano definitivamente.

Immagine di apertura: Ana Lupas. Intimate Space - Open Gaze. Exhibition view, foto Sandra Maier

1. Cosima von Bonin, Ordet, Milano, fino al 2 aprile Cosima von Bonin, Alpha Plus Mind, Gamma Minus Morals (Mae Day 10), 2025. Courtesy l’artista e Galerie Neu, Berlino

Ricordate gli squali e i pesci armati di chitarre e missili sulla facciata del Padiglione Centrale dei Giardini nella Biennale curata da Cecilia Alemani nel 2022? Lo humour di Cosima von Bonin torna in Italia, fino al 2 aprile, con una personale nel nuovo spazio di Ordet, in via Lippi 4, progettato da BB – Alessandro Bava e Fabrizio Ballabio. Von Bonin, artista multidisciplinare nata nel 1962 a Mombasa, si distingue per il rifiuto delle rigide categorizzazioni. Le sue installazioni celano riflessioni più profonde su temi come l’alienazione, le questioni di genere e la seriosità eccessiva del mondo dell’arte.

2. Mutual Aid. Arte in collaborazione con la natura, Castello di Rivoli, Torino, fino al 23 marzo Precious Okoyomon the sun eats her children,2023. Veduta dell’installazione, Mutual Aid–Arte incollaborazione con la natura, Castello di Rivoli–Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, 2024 Foto: Andrea Guermani Courtesy Castello di Rivoli–Museo d’ArteContemporanea, Rivoli-Torino

Fino al 23 marzo la Manica Lunga del Castello di Rivoli ospita la mostra Mutual Aid – Arte in collaborazione con la natura”, a cura di Francesco Manacorda e Marianna Vecellio. Attraverso le opere di oltre venti artisti, come Robert Smithson, Tomás Saraceno, ma anche Vivian Suter, Giuseppe Penone, Precious Okoyomon, il progetto espositivo esplora il concetto di mutuo appoggio tra esseri umani e natura, come fattore chiave dell’evoluzione, sfidando la divisione tra cultura e natura con opere multi-specie.

3. L’intime, de la chambre aux réseaux sociaux, Musée des Arts Décoratifs, Parigi, fino al 30 marzo Superstudio, Canapé Bazaar, 1968. © C. Toraldo di Francia, Superstudio, Archivio Filottrano, Edition Giovannetti

Com’è cambiato il concetto di intimità nel corso degli ultimi quattro secoli? Il Musée des Arts Décoratifs di Parigi cerca di rispondere a questa domanda con la mostra “L’intime, de la chambre aux réseaux sociaux”, curata da Christine Macel e Fulvio Irace con l’allestimento di Italo Rota. 470 opere, tra dipinti, fotografie, oggetti d'arte e di design, raccontano l’evoluzione della sfera privata e dell’intimità in relazione ai cambiamenti della società, dove i confini tra privato e pubblico, sempre più sfumati, alimentano un vivace dibattito.

4. Ana Lupas. Intimate Space – Open Gaze, Kunstmuseum Lichtenstein, Vaduz, fino al 16 marzo Veduta dell'installazione, foto: Sandra Maier

Ana Lupas (1940, Cluj-Napoca, Romania) è una delle voci più rilevanti dell’arte dell’Europa orientale dagli anni Sessanta. Ispirata dal folklore e dalle tradizioni antiche, il suo approccio sperimentale, umanista e profondamente spirituale, è una testimonianza della sua forza e della sua vocazione artistico nonostante la difficoltà di circostanze politiche complesse. Il Kunstmuseum Liechtenstein le dedica la più ampia personale mai realizzata, con una selezione di opere dal 1960 a oggi. L’esposizione è una co-produzione con lo Stedelijk Museum Amsterdam.

5. Body and Building, Schirn Kunsthalle Frankfurt, Francoforte, 28-30 marzo Naufus Ramírez-Figueroa, Breve Historia de la Arquitectura en Guatemala (Breve storia dell'architettura in Guatemala), 2013, Città del Guatemala, Performance per video, 6 minuti, fotogramma © Cortesia dell'artista Proyectos Ultravioleta

Una mostra performativa di due giorni che è una vera appropriazione fisica e trasformativa dello spazio museale. Schirn Kunsthalle Frankfurt apre le finestre della sua galleria, solitamente chiuse, per inondare di luce lo spazio lungo 140 metri che sarà animato da performance e azioni dal vivo, creando un dialogo tra arte e architettura, tra corpo umano e spazio. Naufus Ramírez-Figueroa, Maria Hassabi, Andrea Fraser, sono solo alcuni dei nomi degli artisti che parteciperanno a questo progetto che riporta la performance al centro del discorso museale.

6. There: a Feeling. Gregg Bordowitz, Camden Art Centre, Londra, fino al 23 marzo Veduta dell'installazione di Gregg Bordowitz, “There: a Feeling” al Camden Art Centre, 2025. Foto: Luke Walker

La mostra “There: a Feeling”, che abbraccia la pratica dell’artista, scrittore e attivista americano Gregg Bordowitz (1964, Brooklyn), tra video, installazioni, performance, poesia e stampe, si concentra sul suo impegno continuo nella scrittura come attività di pensiero, che trasforma le parole in gesti, immagini, lettere. In questa personale, l’artista presenta nuove opere site-specific per Camden Art Centre, legate a esperienze vissute, offrendo una riflessione su percezioni e sensazioni attraverso la sovrapposizione di avvenimenti.

7. Mire Lee: Open Wound, Tate Modern, Londra, fino al 16 marzo Hyundai Commission: Mire Lee: Open Wound, Veduta dell'installazione, Foto © Tate (Lucy Green)

Mire Lee (1988, Seoul) reinventa la Turbine Hall della Tate Modern come un grembo industriale. Riflettendo sulla vita precedente dell’edificio, "Open Wound” trasforma lo spazio in una sorta di fabbrica vivente, dove i sogni e desideri umani si mescolano a sistemi meccanici, con sculture di tessuto in sospensione da catene metalliche. Al centro, una turbina motorizzata emette un liquido viscoso che viene raccolto in un grande vassoio, per creare nuove sculture, nuove “pelli”, che vengono bagnate, indurite e infine sollevate. Questo processo di produzione e decadenza si sviluppa dall’interazione tra macchina e uomo, invitando i visitatori a immergersi in emozioni contraddittorie: dalla meraviglia al disgusto, dalla compassione alla paura e all’amore.

8. Living structures, Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk, fino al 23 marzo Veduta dell'installazione della mostra. Foto: Louisiana Museum of Modern Art / Kim Hansen

“Living Structures” è la prima mostra della nuova serie “Connecting Architecture” del Louisiana Museum of Modern Art. L’esposizione, aperta al pubblico fino al 23 marzo, esplora il lavoro di collaborazione degli architetti contemporanei con le discipline scientifiche, alla ricerca di nuove soluzioni per costruire in un mondo già sovrasviluppato. Tre studi focalizzati su biologia e natura – ecoLogicStudio, Atelier LUMA e Jenny Sabin Studio – mostrano, attraverso esperimenti e installazioni, come fondere architettura e natura, imparando dai processi biologici per un futuro sostenibile. Il loro approccio transdisciplinare riconsidera radicalmente il rapporto tra architettura, design e produzione.

9. Yoko Ono Music of The Mind, Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Düsseldorf, fino al 16 marzo Yoko Ono in HALF-A-ROOM, 1967, from HALF-A-WIND SHOW, Lisson Gallery, London, 1967, Foto: Clay Perry © Yoko Ono

La Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, in collaborazione con la Tate Modern, presenta una grande retrospettiva dedicata a Yoko Ono (1933, Tokyo), artista e attivista pioniera dell’arte concettuale e della performance. Yoko Ono. Music of the mind ripercorre sette decenni della sua pratica multidisciplinare, riunendo oltre duecento opere, tra installazioni, film, musica e fotografie, che rivelano l’approccio radicale di Yoko Ono al linguaggio e all’arte. La mostra è anche un’occasione per ripensare alla storia della città di Düsseldorf, e al suo legame con l’arte concettuale e Fluxus.

10. Velvet Terrorism: Pussy Riot’s Russia, Haus der Kunst, Monaco di Baviera, fino al 9 aprile Veduta della mostra. Haus der Kunst di Monaco, 2024 Foto: Maximilian Geuter

“Velvet Terrorism: Pussy Riot’s Russia” alla Haus der Kunst è la più grande mostra mai dedicata al collettivo Pussy Riot e la prima in un museo tedesco. Nato dall’incontro tra Maria Alyokhina (fondatrice delle Pussy Riot) e Ragnar Kjartansson, curatore della mostra, l’interrogativo al centro del progetto espositivo riguarda il significato di resistenza nell’arte e la scelta delle storie che dovrebbero essere centrali nelle mostre di oggi. Allestita nella LSK-Galerie, un ex rifugio antiaereo, la mostra offre un’esperienza immersiva con testi scritti a mano da Maria Alyokhina, video, fotografie e musica punk.