Miart e Art Week 2025 a Milano: tutte le cose da vedere assolutamente

Il racconto sulla fiera, le quotes del direttore Ricciardi e gli eventi da non perdere a Milano, quando la città diventa un riferimento globale per l’arte contemporanea.

di Irene Sofia Comi

Giunta alla sua ventinovesima edizione e visibile dal 4 al 6 aprile, miart, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea organizzata da Fiera Milano, riafferma la propria centralità nel panorama delle fiere d’arte europee.

Con 179 gallerie provenienti da 31 paesi e 5 continenti, e oltre cento anni di arte raccolti sotto lo stesso tetto, vanta ritorni e ingressi di prestigiose gallerie internazionali come Sadie ColesHQ, Massimodecarlo, Victoria Miro ed Esther Schipper, un dato non indifferente in un momento non semplice per il sistema dell’arte in Italia (in seguito alla mancata riduzione delle aliquote Iva su importazioni e transazioni relative alle opere d’arte nell’ultimo Dl cultura). 

Stephen Skidmore, Atfernoon Painting, 2000-2002. © Stephen Skidmore. Courtesy l'artista e Galerie Hubert Winter, Vienna, Austria.

Sotto la riconfermata direzione artistica di Nicola Ricciardi, il tema scelto per miart 2025 è Among Friends, un titolo-omaggio alla grande retrospettiva dedicata a Robert Rauschenberg nel 2017 al Museum of Modern Art di New York.

Dichiara Ricciardi: “among friends celebra i principi alla base del lavoro dell’artista americano come l’apertura al mondo, l’interdisciplinarietà, l’impegno per il dialogo e la collaborazione. E miart si appropria di questo stesso approccio ponendosi di fatto come motore di un ideale festival delle arti contemporanee della città di Milano. Questo impegno si traduce in una serie di iniziative che danno forma concreta al tema della ‘amicizia’ in campo artistico, intesa come un paritario, reciproco e genuinamente solidale supporto tra tutti gli stakeholder del sistema dell’arte: fiera, istituzioni, gallerie, artisti, curatori, collezionisti”.

Distribuiti in tre sezioni – Established, Emergent, Portal – i progetti presenti a miart 2025 sono rappresentativi di un ventaglio temporale che spazia dai capolavori del Novecento alle opere legate alla più stretta attualità.

Nicola Ricciardi

Non sorprende dunque che quest’anno la fiera rafforzi le sue collaborazioni con istituzioni di prestigio, riconfermando l’efficacia di un ingranaggio già consolidato in altre realtà (si pensi al caso della fiera torinese Artissima) e che porterà in primo luogo alla curatela congiunta di Ricciardi con Gianfranco Maraniello di un’esposizione dedicata a Rauschenberg presso il Museo del Novecento, evento di punta dell’art week e ideale estensione del tema della fiera.

Robert Rauschenberg, Able Was I Ere I Saw Elba, 1983 © Robert Rauschenberg Foundation / ARS, New York, 2025. Courtesy Galerie Thaddaeus Ropac, Londra · Parigi · Salisburgo · Milano · Seoul

Come rivela Ricciardi: “La tendenza ad espandersi temporalmente e fisicamente riflette un cambiamento nel modo in cui gli eventi culturali si integrano in un ecosistema più ampio, dove l'arte è vista come un processo continuo. miart e Fiera Milano stanno evolvendo in questa direzione, cercando di ampliare l’esperienza artistica oltre i giorni della fiera, coinvolgendo il pubblico e le istituzioni in un periodo più lungo. Esempio di questa progettualità che ha preso il via nel mese di novembre 2024 e proseguirà oltre i giorni di fiera sono i talks among friends, un palinsesto composto da cinque incontri pubblici attorno al tema della cooperazione sviluppati assieme ad altrettante istituzioni milanesi: Fondazione Prada, Museo del Novecento, PAC - Padiglione d'Arte Contemporanea, Pirelli Hangar Bicocca e Triennale Milano.”

Among Friends, immagini dalla campagna miart 2025. Foto Marton Perlaki e Dodi Vekony. Creative Direction and graphic design: Cabinet Milano. Courtesy miart

L’ampia varietà cronologica delle opere esposte è un altro aspetto distintivo di miart. “Distribuiti in tre sezioni – Established, Emergent, Portal – i progetti presenti a miart 2025 sono rappresentativi di un ventaglio temporale di opere d’arte particolarmente ampio che spazia dai capolavori del Primo e del Secondo Novecento alle opere legate alla più stretta attualità, da presentazioni dedicate al design d’autore a focus sui Maestri italiani che hanno plasmato la vivacità artistica di Milano e del Paese”, prosegue il direttore. 

“Posizionata all’ingresso della fiera, a sottolineare il ruolo centrale svolto da una nuova generazione di galleristi all'interno del sistema dell'arte, Emergent, curata da Attilia Fattori Franchini, offre uno sguardo sulle pratiche contemporanee sperimentali. Con 25 gallerie, la sezione prosegue una tendenza consolidata negli ultimi anni, contando 19 partecipazioni internazionali e 14 nuovi ingressi”. 

Marcello Maloberti, METAL PANIC, 2024. Courtesy l'artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano - Albisola, Italia
La tendenza ad espandersi temporalmente e fisicamente riflette un cambiamento nel modo in cui gli eventi culturali si integrano in un ecosistema più ampio, dove l'arte è vista come un processo continuo.

Nicola Ricciardi

In un sistema dell’arte che talvolta fatica a sostenere i giovani talenti, i premi assegnati durante la fiera si confermano strumenti fondamentali di supporto per artisti e gallerie, configurandosi come leve strategiche per l’emersione e la valorizzazione di nuove voci. Oltre ai più consolidati, tra i quali si ricordano il Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano, il Premio Herno, il Premio LCA Studio Legale e il più recente Premio Massimo Giorgetti, l’introduzione del Premio Orbital Cultura – Nexi Group, dedicato alla fotografia, segna un’attenzione crescente verso le nuove tecnologie e la ricerca artistica attuale. 

Florence Di Benedetto, Una relazione privata #3, 2023 © Florence Di Benedetto. Courtesy Podbielski Contemporary, Milano, Italia

Dulcis in fundo, anche quest’anno il rapporto tra miart e la città si intensifica grazie alla collaborazione con il Comune di Milano con la Milano Art Week, l’evento diffuso dall’1 al 6 aprile promosso dall’Assessorato alla Cultura e organizzato dall’Associazione Arte Totale che mette in rete le principali istituzioni cittadine. Troverete di seguito una selezione degli eventi più interessanti e diversificasti della settimana più vivace del sistema dell’arte milanese: da quelli più istituzionali a quelli che strizzano un occhio al design, anticipando la Design Week, fino a quelli più sperimentali. 

Shirin Neshat. Body of Evidence | PAC Padiglione d’Arte Contemporanea

Fino all’8 giugno il PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, presenta la mostra “Body of Evidence” di Shirin Neshat (1957, Qazvin), vincitrice del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999 e del Leone d’Argento per la Miglior Regia al Film Festival di Venezia nel 2009. Curata da Diego Sileo e Beatrice Benedetti, è la prima ampia personale in Italia dell’artista e regista iraniana, che con la sua poetica esplora i legami tra identità, genere e politica. 


La sua serie più celebre si intitola Women of Allah (1993-1997) ed è costituita da alcuni scatti caratterizzati dalla cifra stilistica del calligrafismo persiano, portatore di messaggi poetici e politici sovrapposti a ritratti fotografici di donne. Così il suo impegno artistico e sociale è tradotto in fotografie che indagano identità femminile e il contesto di un Islam post-rivoluzionario.

Shirin Neshat, FERVOR, 2000 © Shirin Neshat. Courtesy Shirin Neshat Studio

Per tali ragioni è consigliata una visita a questa mostra, con quasi 200 opere esposte dell’artista. “Body of Evidence” riconferma il PAC come una realtà dalla visione lucida e audace, un’istituzione a cui guardare in questi anni nel panorama dell’offerta pubblica meneghina. 

Shirin Neshat, Land of Dreams, 2021. © Shirin Neshat Courtesy Shirin Neshat

John Giorno: a labour of LOVE | Triennale Milano

Il poeta e artista americano John Giorno è noto per la sua poesia d’avanguardia capace di trasformare questo linguaggio in un’esperienza “pop” accessibile. Il suo progetto rivoluzionario, anticipatore dell’estetica mediale odierna, si intitola Dial-A-Poem (1968) e consiste nella registrazione di poesie di diversi autori,  fruibili attraverso le cornette dei telefoni. Questo lavoro, così come tutta la sua poetica, gli ha permesso di rispondere al bisogno di una fruizione diversa di questo linguaggio: “molta poesia è pensata per essere ascoltata, non soltanto letta”, sosteneva Giorno. 

John Giorno, Dial-a-Poem, 1968. Foto Gianfranco Mantegna, 1970

Fino al 13 aprile 2025, in concomitanza con il giorno di chiusura della Design Week, la Triennale ospita la sua personale “John Giorno: a labour of Love”, curata dal direttore di miart Nicola Ricciardi con Eleonora Molignani, con il supporto di Msgm e con un progetto allestitivo di studio Ex, e pensata per dare una forma espositiva al tema della fiera. È un’occasione per conoscere le opere di questo artista di fama internazionale legato alla scena artistica newyorkese, che ha attraversato sessant’anni di storia e cultura: dalla Beat Generation all'attivismo per l'AIDS, passando per gli Experiments in Art and Technology di Robert Rauschenberg e la collaborazione con Andy Warhol al suo film Sleep (1963). 

Giorno Poetry Systems presenta la celebrazione del 10° anniversario dell'AIDS Treatment Project, 2 dicembre 1994. Creatore: Giorno Poetry System Institute / Mark Michaelson

Jasper Morrison. The Lightness of Things | Fondazione Ica

Some New Items for the House, Parte 1, Daad Galerie, Berlino, Germania. Foto Jasper Morrison Studio

Anche quest’anno Fondazione Ica presenta un progetto espositivo nato dal dialogo tra Piero Gandini e Alberto Salvadori, dedicato a un importante designer internazionale il cui lavoro entra in rapporto con i linguaggi dell’arte contemporanea attraverso un progetto espositivo site-specific appositamente sviluppato per l’istituzione. Protagonista del 2025 è Jasper Morrison (1959, Londra), che attraverso la mostra “The Lightness of Things”, visibile fino all’11 luglio 2025, propone una riflessione sul significato e il senso del design. “In realtà penso che la bellezza sia sopravvalutata”, sostiene Morrison. Quale sarà la resa espositiva di tale approccio? 

Jasper Morrison, Apc Chair (All Plastic Chair), Vitra, 2016. Foto Jasper Morrison Studio

Il progetto si sviluppa attraverso un’articolata installazione che include 12 sedie sospese e 12 composizioni fotografiche a parete. Accompagnerà il progetto la traccia sonora minimalista Six Agents sound the Morrison Canon realizzata dal compositore Anthony Moore, una composizione di voci non umane che leggono saggi scritti dal designer. Da segnalare, per quanto di dimensione più ridotta, la mostra personale “Road Runner” di Cemile Sahin, ospitata nella project room e curata da Chiara Nuzzi, che affronta tematiche politiche sulle quali è urgenze acquisire consapevolezza e, auspicabilmente, agire.

You are here - performance di Jazgul Madazimova | Fondazione Elpis

The Scent of Your Memory. Performance di Jazgul Madazimova. Courtesy Fondazione Elpis

C’è tempo fino al 13 aprile per visitare a Fondazione Elpis in Porta Romana la mostra collettiva “You are here. Central Asia” che, rifacendosi alla classica espressione utilizzata per localizzarsi nello spazio, presenta una panoramica sulla produzione artistica di quattro paesi dell’Asia Centrale, offrendo la possibilità di conoscere contesti di cui poco si sente ancora poco parlare: Kirghizistan, Kazakistan, Tagikistan e Uzbekistan. Curata da Aida Sulova e Dilda Ramazan, la mostra si articola in un percorso di pitture, sculture, video, fotografie e installazioni di 27 artisti e artiste, e riflette sul significato di identità, appartenenza, autoidentificazione e autodeterminazione. 


In occasione dell’art week l’artista Jazgul Madazimova, membro del collettivo DAVRA, attiva la performance The Scent of Your Memory, concepita appositamente per la mostra che riflette sulle disuguaglianze di genere e su tematiche sociali legate all’idea di confine, vuoto e nostalgia, rievocando la migrazione forzata di sua madre nel contesto delle difficoltà economiche del Kirghizistan, stato indipendente nei primi anni Novanta. Mercoledì 2 aprile. Accesso libero fino a esaurimento posti. 

Munara Abdukakharova, Down the Soviet – Up the Manas (dettaglio), 2024 © Fabrizio Vatieri Studio. Courtesy Fondazione Elpis

Carla Mai x Chez Iva | Chez Iva

Il progetto Chez Iva ospita mostre-evento in notturna nella casa-studio dell’artista Iva Lulashi e per la settimana dell’arte collabora con Carla Mai, nuovo progetto di creazione e produzione dedicato a site-specific performances che, nelle parole di chi lo ha fondato, “vuole restituire uno spazio quasi onirico”, in un’atmosfera che ricorda una “cipria luccicante”, un “non luogo performativo”. Con la collaborazione di Matteo Bozzi, Carla Mai realizza un set design metallico, trasformando gli spazi della casa in un palcoscenico astrale.

© NiCKY

Qui, la notte del 5 aprile, a partire dalle 23:30, tra echi felliniani, rimandi circensi ed estetiche night life, si alterneranno le coreografie musicate di una serie di performer: Apex Anima e Frznte (una musicista, l’altra pole dancer, con all’attivo collaborazioni con Berlinale e Biennale di Venezia), così come Amber Fasquelle con River Roux e soundscape di Ozgur Kaya; infine Nicky, che proporranno uno spettacolo frammentato tra pathos e ironia, generatore di atmosfere tragi-comiche. Nel ridefinire il rapporto tra corpo, spazio e suono, l’evento vuole essere una promessa utopica che si nega nell’istante stesso in cui prende forma. 

Franco Mazzucchelli, Elica, 1985. Cortile of Brera. Courtesy The Artist and ChertLüdde, Berlin, Germany

Immagine di apertura: © FRZNTE

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