Nell’edificio per abitazioni Résidence La Quadrata, completato recentemente da Sophie Delhay Architecte a Digione, l’unità di base non è l’alloggio, ma la stanza. Ognuna di esse è impostata sullo stesso modulo quadrato, di 13,6 metri quadri di superficie. Una zona giorno corrisponde a due moduli, una loggia o una camera a un modulo, un bagno o una cucina a mezzo modulo.
Come racconta Delhay, Résidence La Quadrata è un insieme di “240 stanze, di cui 43 all’esterno”. Si tratta di uno slittamento concettuale importante perché sposta l’attenzione dalle differenze tra le diverse soluzioni abitative proposte all’interno del complesso (dalla casa unifamigliare ai vari tagli di appartamenti) alla costanza di un modulo condiviso da tutti, e per tutti attrezzato e rifinito secondo con gli stessi standard.

L’uniformità delle dimensioni delle finestre, quasi identiche su tutti i prospetti, l’ampiezza dei varchi tra una stanza e l’altra, l’utilizzo di pannelli scorrevoli e non di tradizionali porte, la dotazione uniforme di prese elettriche, tra le altre cose, enfatizzano il carattere universale di questi moduli, la cui funzione sarà definita solo dagli utenti finali.
Le facciate sono sempre spazi tridimensionali e “abitati”. Delhay spiega che le scaffalature che inquadrano le finestre hanno due funzioni: da un lato liberano gli interni dall’intralcio di molti arredi; dall’altro scoraggiano la pratica di ostruire le grandi superfici vetrate con mobili di varia natura. È una strategia interessante per suggerire agli abitanti un utilizzo virtuoso dell’edificio, che ne rispetti una delle principali qualità, a loro pieno vantaggio.

- Progetto:
- Résidence La Quadrata
- Programma:
- residenza
- Luogo:
- Digione, Francia
- Architetto:
- Sophie Delhay Architecte
- Completamento:
- 2019

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