Nel panorama urbano di Los Angeles, dove la crisi abitativa e la scarsità di spazi disponibili rappresentano sfide cruciali, lo studio Loh Architects propone un approccio innovativo con il progetto Isla Intersections. Situato su un lotto triangolare di 19.814 piedi quadrati, il complesso ospita 54 unità abitative modulari, trasformando un’ex isola spartitraffico e un vecchio sedime ferroviario in un hub abitativo.
Il progetto nasce nel contesto di un’iniziativa del Comune di Los Angeles, che nel 2018 ha messo a disposizione oltre 1.700 lotti pubblici per lo sviluppo di edilizia accessibile. Molti di questi siti si trovano in aree difficili, lungo arterie ad alto traffico o vicino alle autostrade. Isla Intersections affronta proprio questa sfida, collocandosi nei pressi dello svincolo tra le autostrade 110 e 105, uno dei più congestionati al mondo.

Il complesso si articola lungo Broadway Street in una sequenza di 16 volumi sfalsati, ciascuno formato da tre container modulari in acciaio riciclato, saldati insieme per ottenere unità da 480 piedi quadrati. Gli alloggi – compatti ed efficienti – comprendono una cucina accessibile, un bagno, un soggiorno e una camera da letto. Le torri che li ospitano sono collegate da passerelle e distribuite lungo il perimetro del lotto, creando spazi verdi interni che fungono da aree comuni e micro-parchi urbani.
Un elemento chiave del progetto è la permeabilità spaziale: la graduale variazione dell’altezza degli edifici, che scendono da cinque a due piani avvicinandosi al quartiere residenziale, rafforza la connessione con il contesto urbano. Il paseo, progettato come uno “spazio lento” per pedoni e ciclisti, crea un filtro tra il complesso e lo svincolo autostradale, mitigando l’impatto del traffico e favorendo la socialità. Il piano terra ospiterà spazi commerciali, aree per l’incubazione di start-up, formazione professionale e servizi per i residenti.

L’attenzione alla sostenibilità si riflette anche nel paesaggio: alberi, arbusti e rampicanti sono stati selezionati per la loro capacità di assorbire gli inquinanti atmosferici. I tetti accoglieranno invece orti e fattorie urbane, rafforzando il legame tra comunità e cibo accessibile.
Il progetto si inserisce in una rete più ampia di iniziative per il recupero dello spazio urbano a fini abitativi e sociali, come la vicina Stanford Avalon Community Garden, un’azienda agricola urbana nata dalla battaglia dei residenti per preservare la coltivazione nelle aree dismesse.