

I numerosi ingressi, la complanarità tra marciapiede e pavimentazione del mercato e la permeabilità alla luce della struttura (caratterizzata da un sistema di schermature verticali traforate e pannellature fotovoltaiche quasi orizzontali che insieme regolano e filtrano il passaggio dell'aria e della luce), garantiscono infatti la continuità percettiva tra fuori e dentro.
E il trattamento dei banchi rafforza l'immagine della città nella città. Ognuno è come una bottega: una campata strutturale tra pilastri collegati da un architrave con un parapetto (che delimita con precisione lo spazio di ciascuno) e un ingresso. Tutti sono affacciati su percorsi pedonali che proseguono idealmente i percorsi urbani e convergono in un accogliente luogo di sosta, ricavato per semplice sottrazione di alcuni banchi dalla griglia modulare. Come ribadiscono i cartelli: sedie e tavoli sono per tutti (non solo per i clienti del bar).

È così che se fino a una certa ora la piazzetta è un punto di sosta per mamme con bimbi piccoli, o per appuntamenti con aperitivo, a ora di pranzo si anima di gruppi di studenti che dalla vicina facoltà di Architettura vengono qui a mangiare una pizza o un panino, scelto tra uno dei tanti banchi del mercato.
Nonostante le difficoltà, legate al meccanismo del project financing con cui l'insieme del lotto, composto dall'opera pubblica vera e propria (il mercato) e da un'opera accessoria (un blocco di spazi commerciali, amministrativi, abitativi e parcheggi), è stato realizzato, l'operazione mi sembra estremamente interessante e carica di valore dimostrativo. Si tratta infatti di un'opera realizzata su un'area di proprietà pubblica con spese totalmente a carico di un operatore privato (la Cogeim S.p.A) che la avrà in gestione per un certo numero di anni (30 il mercato e 90 le opere accessorie). Al termine della concessione le opere torneranno nella piena disponibilità del Comune di Roma, che ne è il proprietario.

Se questo è il meccanismo economico urbanistico che ha permesso la realizzazione dell'opera (un accordo tra pubblico e privato in cui è garantito il giusto utile per entrambi), ciò che ha davvero permesso la realizzazione di un progetto di qualità è però una storia più lunga e complessa, che ha visto l'architetto ricevere l'incarico dall'impresa non per un pregresso rapporto di lavoro tra loro, ma per un rapporto già consolidato tra l'architetto, gli operatori del mercato e le associazioni di quartiere (dovuto ad un precedente incarico di progettazione in una fase di indagine preliminare compiuta dal Comune). È questo legame tra architetto e gruppo sociale, mi racconta l'architetto, il vero segreto di quest'opera: sono gli operatori del mercato ad aver capito, voluto e difeso la qualità del progetto.
Nell'insieme, in un paese di opere pubbliche non finite, non gestite, non realmente pensate per la città e con la città, il Nuovo Mercato di Testaccio rappresenta una piccola, felice storia di successo.

Architetto: Marco Rietti Architetto
Progettazione architettonica del project-financing: Renato Guidi, Marco Rietti, Irene Scalzo
Direzione lavori: Marta Alieri (Cogeim spa)
Concessionario: Cogeim Spa
Data: 2003-2012

Sahil: l'eco-design di G.T.DESIGN
Alla Milano Design Week 2025, G.T.DESIGN presenta Sahil, una collezione di tappeti in juta firmata da Deanna Comellini. Il progetto combina sostenibilità, artigianato e design essenziale, ispirandosi a culture nomadi e celebrando la naturale bellezza della materia.