Shanghai New Towns

Costruire comunità, piuttosto che modelli di pianificazione urbana, è la sfida attuale nella progettazione delle città cinesi.

Shanghai New Towns: Searching for Community and Identity in a Sprawling Metropolis, Harry den Hartog, ed. 010 Publishers, 2011 (pp. 416, € 29.50)

Uno degli impatti macroscopici della rapida crescita economica della Cina è la struttura dell'urbanizzazione dei territori e il riassestamento dell'equilibrio tra le metropoli e le aree rurali; in questo volume (in inglese e cinese) pubblicato dalla casa editrice olandese 010, Harry den Hartog presenta i frutti di una ricerca collettiva che analizza lo sviluppo delle politiche e dei progetti urbanistici di Shanghai nell'ultimo e nel prossimo decennio.

Nel 2001 il governo cinese ha promosso una strategia di sviluppo urbano denominata "One City, Nine Towns Development Plan" che rinuncia alla centralità della metropoli, a favore di un approccio basato fondato sulla pluralità dei centri urbani. Il modello consiste nella creazione di strutture con dieci nuove città – una città di medie dimensione circondata da nove centri più piccoli–, con l'intenzione di evitare lo sviluppo incontrollato della metropoli a favore di una urbanizzazione più morbida e distribuita all'interno di aree economiche distinte ma tra loro interconnesse. La ricerca racconta le tappe di questo piano di sviluppo, documentandone i processi e le implementazioni attualmente in corso attraverso raccolte fotografiche e di mappe, e con capitoli sui temi del nuovo urbanismo in Cina, della trasformazione delle campagne, e dell'analisi delle comunità coinvolte in questi processi.

Doppie pagine da <i>Shanghai New Towns: Searching for Community and Identity in a Sprawling Metropolis</i>
Doppie pagine da Shanghai New Towns: Searching for Community and Identity in a Sprawling Metropolis

Il libro è una produzione collettiva di scrittori, urbanisti e fotografi cinesi ed europei, di cui den Hartog ha curato l'edizione e a cui ha fornito alcuni contributi concettuali derivati da molti anni di esperienza e pratica progettuale a Shanghai. Ci racconta la sperimentazione della Cina alla ricerca di nuove pratiche di Better city better life. La promessa di Shanghai all'Expo era quella di mostrare una forma possibile di città del futuro, il modello cinese infatti si presenta come una proposta concreta di nuove forme di urbanismo, con l'obiettivo di alleviare l'enorme pressione sulla città ed estendere la condivisione dei benifici economici ai territori della periferia metropolitana. Alcune caratteristiche di questo modello di sviluppo sono chiaramente riconoscibili, e sono accuratamente descritti nella prima parte del libro.

Copertina di Shanghai New Towns: Searching for Community and Identity in a Sprawling Metropolis

Tutte le squadre di progetto erano a partecipazione mista e contando sull'apporto di architetti provenienti dal Nordamerica e dall'Europa, sono state progettate città tematiche a imitazione di modelli architettonici ed estetici occidentali, in grado di esprimere caratteri omogenei e facilmente riconoscibili (sono in corso di realizzazione una città spagnola, italiana, tedesca, una inglese, olandese, scandinava). Altre città si basano su strutture più funzionali e strategiche per l'economia e il territorio, come la costruzione di città dall'estetica antica, la città del porto, la città ecologica, quella costruita attorno alle industrie dell'automobile dove ha sede anche l'autodromo.

Per quanto i modelli implementati non siano completamente innovativi dal punto di vista progettuale, è certamente nuovo il modo in cui sono stati inseriti nel contesto cinese, dando luogo a un modello ibrido tra la tensione di una pianificazione statale spinta dall'alto e uno sviluppo orientato al mercato. Un aspetto unico di queste nuove città è la promessa di essere completamente autosufficienti, non devono rappresentare un distaccamento in termini riduttivi dalla metropoli ma suggerire (e in caso di successo, offrire) ai potenziali cittadini delle complessive e sodddifacenti opzioni di vita. In particolare, cosa non ovvia per la città cinese, in questi nuovi progetti c'è parecchio spazio, e molto verde. Anche attraverso la descrizione di casi studio di alcune di queste città, dei successi delle nuove comunità e dei fallimenti delle comunità fantasma o rimaste incompiute, il libro analizza attentamente questi processi.

La promessa di Shanghai all'Expo era quella di mostrare una forma possibile di città del futuro, il modello cinese infatti si presenta come una proposta concreta di nuove forme di urbanismo, con l'obiettivo di alleviare l'enorme pressione sulla città ed estendere la condivisione dei benifici economici ai territori della periferia metropolitana.
Doppie pagine da Shanghai New Towns: Searching for Community and Identity in a Sprawling Metropolis

Ne deriva l'aspetto più interessante del testo: soprattutto dare a questa analisi una interpretazione che tenga conto dell'impatto e del significato spaziale, culturale e sociale dell'applicazione di questo modello urbanistico. I progetti descritti rivoluzionano i modi tradizionali di vedere la città cinese, ma allo stesso tempo cercano di preservare e reinterpretare caratteristiche legate al senso di comunità. Progettare città tematiche significa anche cercare di costruire una storia in cui si possano ritrovare tutti i partecipanti e gli abitanti; e lo spazio pubblico è sicuramente uno degli elementi che vengono maggiormente rivalutati dal progetto. La questione centrale dietro alle nuove città è infatti quella della costruzione di comunità, e di una identità della comunità, senza che ci sia nessun tessuto sociale da cui partire; al di là del problema progettuale urbanistico, il libro evidenzia questioni ed esperimenti del come si progetta una comunità.

Doppie pagine da Shanghai New Towns: Searching for Community and Identity in a Sprawling Metropolis

La tematica viene affrontata con una documentazione ricca, e descrive il contesto con dettagliate referenze storiche oltre che accurata documentazione di progetto. Inoltre alcune sezioni sono interamente basate su capitoli fotografici che raccontano in maniera ancora più precisa il contesto di ricerca delle New Towns, e aiutano nell'immaginare e nel visualizzare la trasformazione. L'apparato documentale rende il libro un ritratto delle difficoltà e della sfida delle diverse discipline in campo, che coinvolgono dai politici agli sviluppatori, ai pianificatori, agli abitanti o agli abitanti che non ci sono ancora, nell'agire su questo terreno della complessità. Francesca Valsecchi

Doppie pagine da Shanghai New Towns: Searching for Community and Identity in a Sprawling Metropolis