
A ventisette anni si lascia convincere dalle sue migliori pedine, si licenzia, e da Vergato ruzzola a Roma, dove prende in affitto una casa con Sandro Chia. Si fa più diafano. Con artifici da carnevale ubriaca gli incauti e tinteggia con tralci di vite i muri di feltro della vita reale. Viaggia in Paesi esotici come Bali. Veste in modo bizzarro (“Mi piacciono i colori, e non potendo trasformarmi in un camaleonte mi vesto di stoffe acquistate in India e in Thailandia dove vivono i miei sarti preferiti”). Nel 1974 i suoi ronfi di flauto si fanno più acuti nel garage dell’Attico di Fabio Sargentini, dove la sua “esse” romagnola si stampa sul costume rosso-blu del padre di tutti i supereroi (Superman), fino a trasformarsi in un’unica nota prolungata (l’urlo di Tarzan) nel parcheggio sotterraneo di Villa Borgese, sede piuttosto outrée della mitica “Contemporanea” di Achille Bonito Oliva.




fino al 11 gennaio 2015
Luigi Ontani. “er” “SIMULÀCRUM” “amò”
GAMeC, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea
via San Tomaso 53, Bergamo