Per Ma Yansong, l’architettura non è architettura: è fantasia
Ecco il primo editoriale del nuovo guest editor, dal numero di gennaio 2026, ora in edicola.
Ecco il primo editoriale del nuovo guest editor, dal numero di gennaio 2026, ora in edicola.
Viene dal Giappone un modello di hotelerie in cui architettura, tecnologia e flessibilità si intrecciano ridefinendo le forme dell’abitare post-pandemico, sotto la guida delle più visionarie firme dell’architettura contemporanea.
Dall’inaugurazione di Voce fino ai temi dell’ultima Esposizione Internazionale, la direttrice generale Carla Morogallo racconta a Domus i “profondi cambiamenti” che l’istituzione culturale di Parco Sempione ha attraversato nell’ultimo anno.
Un libro fotografico ripercorre vent’anni di ricerca sul campo della più grande esperta di riti funerari ghanesi. Regula Tschumi ha attraversato il paese alla ricerca delle bare più singolari e mette in guardia dalla loro crescente spettacolarizzazione per il pubblico occidentale.
Puoi farlo attraverso la funzione di Domus dove caricare i tuoi progetti di architettura, design, interior, grafica, illustrazione, fotografia e arte.
A Castellón de la Plana, nel cuore di uno dei più grandi distretti ceramici europei, Neolith mostra come la produzione ad alta tecnologia possa ridurre rumore, polveri ed emissioni, trasformando i processi industriali.
Il grande auditorium progettato dall’architetto italiano era parte di un piano di rilancio della città attraverso l’architettura: non è mai stato completato e ora rischia la demolizione.
Nei pressi di Padova, lo studio Aacm - Atelier Architettura Chinello Morandi recupera e attualizza il Casone Veneto nel nuovo asilo Kinder Rain, concepito come un villaggio di volumi archetipici in mezzo agli alberi.
Kallsup è l’ultimo prodotto dall’azienda svedese, uno speaker Bluetooth portatile e colorato, ma che si può associare ad altri uguali per creare una rete sonora grande, potente e diffusa.
Dalla collezione di arredamenti Memphis ai costumi dei suoi alter-ego, la vita e la carriera di David Bowie si sono intrecciate in maniera indissolubile al mondo del design.
Il Lego Smart Brick incorpora un chip in silicio, bobine in rame, led e altoparlante ed è capace di reagire se accostato ad altri pezzi e minifigure.
Nella casa dello studio nicolás&nicolás, il design contemporaneo incontra spazialità e matericità andine, componendo con leggerezza un’allegoria di coesione familiare.
Per il lancio della nuova campagna Venture Beyond la maison francese si affida alle illustrazioni: quelle di Lina Merad, per un restyling a tema marino spiazzante e apprezzabilissimo.
Una singola immagine porta l’attenzione dalla geopolitica alla moda, e la tuta Nike Tech fleece indossata dal presidente venezualeano è subito sold out.
“Prima di essere un architetto, volevo fare il regista. Sono sempre stato attratto da narrative immaginifiche. L’aspetto concettuale e la visione sono la chiave per me, anche più importanti della mera costruzione”. (Ma Yansong, Guest Editor Domus 2026)
Con uno sguardo rivolto ad Africa, Medio Oriente e Asia, il centro di ricerca di Oma presenta in Qatar una mostra che individua nei territori rurali la prossima frontiera dell’abitare globale.
L’architetto e illustratore Federico Babina ha raccontato a Domus il suo ultimo progetto: un atlante illustrato in bianco e nero che intreccia architettura, arte e memoria in cui 17 musei diventano “un testo da leggere oltre che edifici da guardare”.
Il ritorno del conversation pit diventa un indicatore delle nuove priorità dell’abitare contemporaneo, tra desiderio di immersione, comfort condiviso e centralità dell’esperienza collettiva.
Eclettico protagonista della nuova stagione dell’architettura cinese, il guest editor 2026 e fondatore di Mad si racconta, anticipando i temi che porterà con il nuovo anno della rivista.
Zha racconta il suo progetto per il nuovo aeroporto di Navi Mumbai, che accoglie i passeggeri in un’architettura fluida, con i terminal che si sviluppano come petali e guidano il viaggio attraverso un percorso armonico.
Tra design computazionale, artigianato avanzato e processi biologici, il lavoro di Joris Laarman trasforma materiali, algoritmi e oggetti in sistemi evolutivi, mettendo in dialogo laboratorio e Simbiocene.
Il restauro di Alvisi Kirimoto, nel Parco Archeologico del Colosseo, stabilisce un dialogo con il sito millenario, rinnovandone l’identità e attribuendogli nuove funzioni, tra memoria storica ed esigenze attuali.
Da un anno fittissimo di eventi, ci portiamo dietro i giorni di Art Basel Paris, con una presenza pervasiva di design e architettura che hanno fatto squadra con l’arte, che potrebbe ribaltare degli equilibri che ormai diamo per scontati.
Fondata nel 1935 a Helsinki da Alvar e Aino Aalto, Maire Gullichsen e Nils-Gustav Hahl, Artek nasceva da un’intuizione: unire arte e tecnologia per il buon abitare.
Christoph Ingenhoven racconta la nuova stazione di Stoccarda e il suo progetto, fulcro di una operazione di ricucitura urbana che trasforma un’infrastruttura in paesaggio.
Alla fine degli anni ‘20 un ricco imprenditore commissionava un albergo in stile Bauhaus su una collina vicino ad Ascona, la più popolare meta da cartolina del Canton Ticino, che nasconde un passato di comuni, forze magiche ed esili politici lontani dalla civiltà.
Modelli AI predittivi e dinamici che apprendono le regole e le trasformazioni di ambienti complessi, fisici o simulati. Sono già presenti in diversi settori e promettono una svolta nel modo in cui immaginiamo, testiamo e gestiamo lo spazio.
Addio occulto, addio mitologia, Nosferatu o Tame Impala: nel 2025 il Dracula di Radu Jude è un film da 3 ore creato con l’iPhone e l’AI, dove il vampiro si arrabatta cannibalizzato e commercializzato in un mondo ormai prodotto “by design”.
Dalla scomparsa delle sorprese nei pacchetti delle merendine alle code fuori dal Pop Mart: come il desiderio collezionistico ha cambiato forma senza sparire.
Progettato dallo studio irlandese O’Donnell + Tuomey, il V&A East Museum aprirà nell’aprile del 2026 con l’obiettivo di celebrare l’identità dell’East London.
È una delle 8 residenze progettate dal celeberrimo studio svizzero per immergersi nel paesaggio costiero, ed è un’esperienza percettiva fatta di erosioni volumetriche, traiettorie visuali e giochi chiaroscurali.
Samuel Bader, scenografo di The Testament of Ann Lee, racconta la costruzione dell'universo Shakers, la setta religiosa diventata un mito del design, che esce al cinema.